La Migliera (o
Migliara) è un belvedere molto spettacolare che si trova a
picco sulla zona del Faro, l'estremità sud-occidentale
dell'isola. Lo si raggiunge dal centro di Anacapri con una
lunga passeggiata a piedi attraverso Via Caposcuro, passando
vicino al cimitero e alla chiesa di Santa Maria di
Costantinopoli, la prima parrocchia di Anacapri costruita in
epoca bizantina, e proseguendo poi per Via Migliera.
Secondo Amedeo
Maiuri, l'archeologo che guidò gli scavi delle ville romane
imperiali di Villa Jovis e Damecuta nella prima metà del
Novecento, questo belvedere era già noto ai Romani, che
tracciarono la strada per raggiungerlo, a metà del pendìo
del Monte Solaro con percorso rettilineo e ombreggiato da
grandi querce, e costruirono una esedra alla fine della strada
sul punto più panoramico.
La riscoperta di
questa rilassante passeggiata favorì l'apertura di una
locanda alla fine della strada vicino al belvedere, gestita
dalla signora Gelsomina, dove ci si poteva dissetare e
riposare. Proverbiale era il gusto del suo Coniglio alla
Cacciatora, tanto che per molti diventò la vera meta della
escursione e la magnifica veduta ridotta a un piacevole
accessorio per conciliare la digestione.
Dal belvedere
della Migliera partono due sentieri: uno scende verso la Torre
della Guardia, una torre medievale di avvistamento con una
ampia veduta su tutto il versante occidentale; l'altro sale
verso Monte Solaro, la vetta più alta dell'isola, seguendo il
ciglio del versante meridionale di Anacapri, tutto a picco sul
mare. La prima parte di questo percorso è abbastanza facile
ed eccezionalmente panoramica, con delle balaustre naturali
che si affacciano sul precipizio dando una impressione
indelebile di bellezza e fascino.
La parte
successiva è invece più faticosa, consigliata solo per del
trekking e anche meno suggestiva. Il sentiero è segnalato
dalle tacche di vernice rossa della segnaletica del Club
Alpino Italiano per i percorsi di montagna, ad indicarne il
livello di difficoltà media. Tuttavia in alcuni punti si può
perdere di vista e va quindi seguita con attenzione. Questa
zona è molto frequentata dai cacciatori.
Recentemente nei
pressi del Belvedere è stato aperto un particolare giardino,
il "Parco filosofico", dove si vuole sottolineare il
carattere meditativo e contemplativo di questa zona attraverso
il puntuale riferimento ad alcuni tra i più alti pensatori
della storia abbinati alle specie vegetali qui piantate, in un
simpatico tentativo di conciliazione tra Natura e Cultura.
La zona della
Migliera è particolarmente ricca di verde, con la macchia
mediterranea in tutte le sue componenti insieme a varie specie
di alberi qui piantati all'inizio del secolo scorso: una
esplosione di pini e lecci che si uniscono a piante di mirto,
acanto, ginestra e a varie specie di fiori multicolori, tra
cui la Stella Alpina del Mare e il Blu di Capri (nome con cui
è chiamata qui la Lithodora). Fino al XIX secolo la strada
della Migliera camminava in mezzo a un fitto bosco di querce,
nei secoli abbattute per le esigenze costruttive e quotidiane
e di cui rimangono alcuni esemplari in località Cerchi.