Allo sbocco
della Valle dei Mulini, Amalfi si affaccia dolcemente sul
mare con il suo caratteristico insieme di casette bianche
sulle rocce, di stradine strette tra gli archi, di torri
antiche a guardia del paese. Amalfi è una città molto
pittoresca caratterizzata da incantevoli vedute panoramiche
e scogliere che cascano a picco sul mare: un vero eden con
un clima mite, deliziose spiaggette, case aggrappate alle
scarpate rocciose. Il valore artistico e architettonico dei
monumenti, la bellezza del paesaggio e del mare, le
tradizioni e la cucina ne hanno fatto una zona
incomparabile, tanto da far dire a Renato Fucini che
"per gli Amalfitani che andranno in Paradiso, sarà un
giorno come tutti gli altri".
La leggenda più
diffusa sulle origini di Amalfi narra dell'avventura epica
di una gruppo di famiglie romane che, ai tempi
dell'imperatore Costantino, volevano lasciare Ravenna e
trasferirsi a Costantinopoli, ma furono sorprese da una
violenta tempesta e costrette a rifugiarsi sulle coste della
Dalmazia. Interpretato l'accaduto come cattivo auspicio,
cambiarono rotta e si diressero nel Tirreno dove fondarono
un villaggio vicino Palinuro, chiamato Melphe. Da qui
continuarono ad esplorare i posti vicini e scoprirono un
luogo ben protetto e ricco d'acqua, dove decisero di
stabilire una colonia: il posto della gente venuta da Melphe,
in latino "A Melphe", la futura Amalfi.
Dopo la caduta
dell'Impero Romano, Amalfi fu la prima città a ristabilire
rapporti commerciali fra Occidente e Oriente, trasportando e
introducendo in Italia molti prodotti esotici e di lusso
come i tappeti, le sete, le spezie e la carta. Amalfi fu
quindi la più antica fra le quattro Repubbliche Marinare
italiane e raggiunse il suo massimo splendore nei secoli X e
XI, con proprie colonie mercantili nei principali porti del
Mediterraneo: Bisanzio, Alessandria, Beirut, Cipro. Le leggi
marittime della città, contenute nella famosa "tabula
amalphitana", furono per secoli il codice accettato e
preso ad esempio in tutto il Mediterraneo.
Nel XII secolo,
a seguito della conquista dei Normanni, Amalfi perde la sua
centralità nei traffici mediterranei e deve accontentarsi
di un modesto ruolo mercantile locale. Le nuove dinastie
regnanti a Napoli e in tutto il sud Italia si appoggeranno
per la conquista del regno e per i traffici commerciali alle
altre repubbliche marinare, prima Pisa e poi Genova. Dopo un
lungo periodo di anonimato, nell'Ottocento Amalfi fu
riscoperta quale meta di soggiorno e di studio da numerosi
viaggiatori stranieri, grazie alla nuova sensibilità
romantica: fu così che i paesaggi, i monumenti, le scene di
vita quotidiana divennero fonte di ispirazione per
scrittori, pittori, architetti provenienti da ogni parte
d'Europa.
Del suo
importante passato Amalfi conserva testimonianze
significative: sul costone montano troneggia l’ex
Monastero delle Benedettine, fondato nel X secolo e che nel
1800 fu adattato a cimitero monumentale. L'ingresso della
città è guardato dalla bella torre di San Francesco (oggi
detta "Saracena") e in alto si trova l’antico
convento, fondato da San Francesco nel 1222. Soppresso a
seguito delle leggi napoleoniche, conserva un preziosissimo
chiostro. Annessa al convento è la chiesa di Sant'Antonio,
magnifica costruzione a picco sul mare: a navata unica,
nella cripta si ammirano pregevoli affreschi del Duecento.
All’imbocco del Viale delle Regioni, si trova lo stupendo
pannello ceramico del Cossa, monumento alle gesta amalfitane.
Subito dopo si apre Piazza Municipio, con la sede del Comune
nel palazzo cinquecentesco ex Monastero della SS. Trinità.
Al suo interno sono esposti alcuni notevoli cimeli: le
antiche monete (i tarì); alcuni strumenti nautici, tra cui
la bussola (che la tradizione vorrebbe inventata dall'amalfitano
Flavio Gioia); una rara copia delle "Tabule Amalphitane";
l’antico confalone e i costumi della Repubblica indossati
durante la Regata Storica, gara tra i barconi a remi delle
quattro Repubbliche Marinare di un tempo, che si alternano
nell'ospitarla.
Il cuore della
cittadina, ornata dalla prestigiosa Fontana del Popolo
(copia della originale più antica, inghiottita dal mare
durante una tempesta) è dominata dall’imponente gradinata
della Cattedrale di Sant’Andrea. Costruita nel IX sec, nel
corso dei secoli ha subito numerosi interventi che ne hanno
stravolto l’originaria architettura: l'attuale facciata si
deve ad un rifacimento in stile neogotico eseguito nel XIX
secolo. A lato c'è il Campanile, non allineato con la
chiesa, discretamente conservato. L'interno della chiesa, in
stile barocco, è un trionfo di marmi policromi, argenti e
preziose tele: spettacolare è il soffitto a cassettoni in
oro, riccamente dipinto. Una stretta scala marmorea conduce
alla cripta duecentesca, a due navate con volte a crociera
stupendamente ornate. Sull’altare domina l’imponente
statua bronzea di Sant’Andrea, sotto la quale una preziosa
urna custodisce le venerate reliquie del Santo. Dal duomo si
accede all’antica Basilica del Crocifisso, il primo duomo
di Amalfi che conserva preziosissimi affreschi trecenteschi
tra le imponenti colonne. Attualmente sede di conferenze,
congressi e concerti, ospita il preziosissimo tesoro della
Diocesi Amalfitana.
Dalla scalinata
del duomo, attraversando la piazza e percorrendo un breve e
pittoresco porticato, si arriva ai resti degli antichi
Arsenali della Repubblica, costituiti da due grandi arcate
ogivali. La costruzione affaccia su di una piazzetta dove
avevano sede i magazzini dei mercanti (i Fondaci) e la
Dogana. Si sbuca poi nella suggestiva Piazza dei Dogi e da
qui, attraverso una ripida scalinata, all’antico Rione
Vagliendola. Qui vi era la porta occidentale della città,
la "Vallenula" e si trova ancora la chiesa di San
Biagio, antico possedimento dell’Abbazia di Montecassino.
Proseguendo, ci appare l'antico Convento dei Cappuccini del
1212. Parte dell’edificio è andata distrutta dalle frane,
comunque sono abbastanza bene conservati il bellissimo
chiostro del XIII secolo e la magnifica loggia con pergolato
da cui si può godere un incantevole panorama.
Non sarà
possibile rinunciare a una passeggiata nella famosissima
Valle dei Mulini, giudicato dai viaggiatori romantici uno
dei più splendidi posti del mondo: lungo la valle del
torrente Chiarito furono costruite una moltitudine di
ferriere, cartiere, fornaci, fabbrichette di ceramica e
mulini. Uno scenario immortalato da molti autori ed in
particolare dei pittori tedeschi. Uno splendido ed unico
tesoro da non perdere è il Museo della carta di Amalfi,
allestito nei locali della vecchia cartiera Milano. Scampati
all’abbandono, si ammirano gli antichi congegni per
produrre i preziosi fogli, ancora oggi funzionanti.